a noi nessuno regala rose rosse
e passiamo le giornate a srotolare conversazioni, a bere caffè sempre in posti diversi, a far tintinnare bicchieri colmi di champagne, brindando agli esaurimenti, ai vizi, a tutte le volte che, quando ci hanno chiesto se stessimo con qualcuno, non abbiamo saputo cosa rispondere.
noi che, da sempre, li chiamiamo “amici”, con quelle virgolette che non si riescono a sentire a voce alta, ma restano lì attaccate al cuore tra la paura e il fiato sospeso. noi che, non lo ammetteremo mai, ma
le relazioni ci terrorizzano
e allora li cerchiamo e poi scappiamo, nel bel mezzo di una conversazione ci si annebbia la vista e pensiamo di mandare tutto all’aria. poi però contiamo i giorni, quando non parliamo e abbiamo la costante sensazione
che manchi qualcosa.