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Tuesday, February 9th
5:02pm

questo pomeriggio ho messo fine a una telefonata orribile, con una tipa che se la prendeva con me senza ragione. o pensato a tutti gli impegni presi, alla giornata da passare in un fottuto grande magazzino a scegliere i mobili per casa nuova, ai vestiti da inscatolare, a mia nonna, a quando dico che devo stare con lei e non significa solo “ciao come stai” significa che non riesce a mangiare, lavarsi e tra un po’ neanche a parlare da sola, che piange spesso; ho pensato a quanto mi senta grassa e ributtante, alla ginestra che mi perseguita da un mese, a quante volte mi sono ripromessa di studiare di più, al fatto che siamo a febbraio cazzo e stiamo ancora facendo leopardi, alla maturità così irreale, al mio ultimo anno di liceo che sto mandando a puttane con molta indifferenza, al corso di inglese, a quello di giapponese, all’università, alle scelte, alle troie, alla gente, agli appuntamenti, a quante volte dovrò girare tutta roma sballottandomi da una parte all’altra nei prossimi giorni.

ho soffocato a stento i singhiozzi. ho pianto.
e avrei voluto urlare: cazzo, finalmente.

perché vuol dire che sono viva e che forse potrò smettere di agire come un fottuto automa.

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